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martedì 16 Luglio 2019 3:07
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Posted by on Ott 2, 2013 in Editoriale | 0 comments

Editoriale Settembre 2012

di Olga Mammoliti Severi.

Lavorano 10-12 ore al giorno per fabbricare palloni di cuoio in Pakistan, o sotto terra a scavare rame, argento, molibdeno nelle miniere del Perù o a filare e tingere manufatti nei laboratori tessili in India, o in Tanzania sempre in miniera a trapanare, in equilibrio su pozzi e strutture instabili, anche a centinaia di metri di profondità: tutti privi di ogni diritto per la salvaguardia della loro infanzia. E’ la tragica realtà della vita quotidiana di milioni di bambini in ogni parte del mondo. Così tanti, che se tutti i bambini che vengono sfruttati nei lavori in agricoltura popolassero un paese, sarebbe l’ottavo paese più grande del globo. Lavorano anche di notte, esposti ad ogni sorta di violenza fisica o abuso sessuale. La maggioranza è maschile (99,7 milioni) a fronte di 68,2 milioni di femmine, ma le differenze di genere si annullano tra i bambini più piccoli, con 36,3 milioni di bambini lavoratori e 36,7 milioni di bambine. Tra i 15 e i 17 anni l’80% dei minori lavoratori è maschile (38,7 milioni) e appena il 19% femminile (8,8 milioni).
Secondo l’International Labour Office (ILO), il lavoro minorile nel mondo è calato da 246 milioni a 168 milioni, un calo significativo (secondo gli esperti) in dodici anni, dal 2000 al 2012. Per carità, meglio ridurre che non contrastare il fenomeno. Ma facendo due conti, se la tendenza fosse di avere una riduzione di 78 milioni in un arco di dodici anni, ci vorranno oltre 25 anni per azzerare una dimensione quantitativa dello sfruttamento minorile che fa rabbrividire. Viene così ridicolizzato l’obiettivo prefissato dalla comunità internazionale, in solenni documenti, che era quello di eliminare entro il 2016 tutte le forme di sfruttamento. “La direzione è giusta ma ci stiamo muovendo troppo lentamente. Se vogliamo veramente porre fine a questo flagello nel prossimo futuro, allora dobbiamo raddoppiare gli sforzi a tutti i livelli. Abbiamo 168 milioni di buone ragioni per farlo”, afferma il direttore generale dell’ILO, Guy Ryder.
Con questi dati è stata presentata la Conferenza Globale sul lavoro minorile che si terrà a Brasilia l’8-13 Ottobre 2013, con l’obiettivo di promuovere politiche coerenti e strategie integrate per affrontare una autentica piaga che va denunciata e combattuta. Un bambino al quale viene rubata la speranza e il sorriso è un bambino al quale viene rubata l’infanzia. E il futuro. Non possiamo permettere che diventino adulti in questo modo. Il “lavoro” dei bambini è quello di essere e crescere felici.

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