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martedì 18 dicembre 2018 23:25
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Posted by on mar 7, 2014 in Editoriale | 0 comments

8 Marzo, sempre un nuovo inizio

di Olga Mammoliti Severi

Minerva esce oggi per festeggiare insieme a tutte le nostre amiche l’8 Marzo a cui dedichiamo questo numero.

Ma quale significato è rimasto di questa festa? Non basta regalare una mimosa o portare la propria compagna a cena o organizzare una serata con le amiche se non si comprende il vero valore di questa giornata. Noi donne dovremmo ricordarci più spesso di essere solidali e di continuare a combattere insieme per i nostri diritti e far comprendere agli uomini il vero significato dell’ essere donna. “E’ insomma necessario ritrovare non i contenuti, ma la combattività degli anni’70, ritrovare le occasioni per dire e fare “insieme” qualcosa di utile per noi e per la società” ha scritto mia madre Annamaria Mammoliti nell’editoriale di Minerva/Marzo 1987 che ho voluto inserire appositamente in questo numero.
“La parola donna” è una parola che evoca molte immagini, come l’amore il sacrificio, la capacità di nutrire la vita, il potere di creare, coltivare e trasformare. Migliaia di eventi si svolgono in tutto il mondo per la festa della donna. E’ un giorno per continuare a promuovere l’uguaglianza sociale e celebrare le donne che nei secoli hanno combattuto per arrivare dove siamo oggi. Sono stati fatti passi da gigante.
Charles Habib Malik, libanese ed ex Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (dal 1958 al ’59) ha racchiuso in poche parole l’importanza della donna nella società “Il modo più veloce per cambiare la società è quello di mobilitare le donne del mondo “.
Nel 1975 le Nazioni Unite hanno celebrato l’8 Marzo come la giornata dei diritti della donna per riconoscere il Suo contributo alla società. Il tema ufficiale per la Giornata internazionale della donna 2014 è “l’uguaglianza per le donne è progresso per tutti”.
Obiettivo, ambizione, speranza, non realtà; vorrei infatti ricordare le tante donne che ancora oggi non godono dei diritti civili e politici in Paesi dove l’essere donna significa una condizione di inferiorità, anche se sono stati fatti dei piccoli passi; come esempio per tutti i Paesi del Mondo che non hanno una Carta costituzionale e quando c’è non viene riconosciuta l’uguaglianza donna-uomo, scelgo l’ Arabia Saudita, dove le donne non possono guidare da sole. Qualche settimana fa è stata nominata per la prima volta nel settore editoriale del paese saudita una giornalista donna, Sommaya Jabarti, a capo di una quotidiano online ““Saudi Gazette”. “Una breccia è stata aperta, speriamo diventi una porta” ha dichiarato Sommaya Jabarti in una intervista ad Al Arabiya “Il successo non sarà completo finché non si vedranno altre giornaliste saudite assumere posizioni decisionali nei media”. Non mi resta quindi che prendere spunto da Sommaya Jabarti per augurare un buon 8 Marzo all’insegna del coraggio e della forza rivoluzionaria di tutte le donne, senza distinzioni etniche e religiose.