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martedì 18 dicembre 2018 23:24
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Editoriale
di Olga Mammoliti Severi

Suor Rosemary Nyirumbe, che gestisce un rifugio per ragazze rapite in Uganda, ha dichiarato: ”Verranno vendute per farne schiave sessuali. Qui si parla di traffico di esseri umani, il 16 % dei 29,8 milioni di persone che vengono schiavizzate nel mondo si trova nell’area Sub-sahariana, e ora queste ragazze probabilmente faranno parte di questa percentuale”.Il riferimento è al rapimento, tra il 14 e il 15 aprile, di oltre un centinaio di studentesse di una scuola femminile del Niger da un gruppo estremista islamico, chiamato Boko Haram. Ragazze giovanissime che per avere una istruzione ogni giorno rischiano la propria vita o di essere rapite e vendute come schiave del sesso. Tutte le comunità internazionali e i più altri rappresentanti della società civile e politica mondiale stanno agendo affinché siano liberate. E’ partita da Malala Yousafzai, la studentessa e attivista pakistana che aveva rischiato di essere uccisa dai talebani per la sua lotta a favore dell’istruzione femminile, una campagna globale #Bringbackourgirls, per le studentesse rapite a cui hanno aderito moltissime personalità: da Papa Francesco tramite twitter, a Michelle Obama, al Premier britannico David Cameron. ad artisti e attori di fama mondiale. Si sta muovendo il mondo. Bene. Ma ce n’è voluto! Una giornalista americana del “Time” Charlotte Alter ha scritto un articolo denunciando un ritardo nella notizia del rapimento da parte del Governo Nigeriano e dei media internazionali . Il Presidente nigeriano Goodluck Jonathan era in tutt’altre faccende affaccendato, si stava preoccupando di dare una immagine positiva del Niger in vista del World Economic Forum tenutosi dal 7 all’11 maggio; un Niger che non avesse un’immagine associata al terrorismo ma di un paese in via di sviluppo e con una forte crescita economica,“facendo dimenticare” la banda che terrorizza la Nigeria da anni. Sfruttando l’instabilità alimentata dalla disuguaglianza economica e da una disperata povertà, attacca villaggi, fa esplodere bombe nelle stazioni degli autobus, uccide i ragazzi che studiano, come quelli di un collegio, e compie crimini ininterrotti, senza trovare nel Governo nigeriano nessun vero contrasto. Da ultimo, il tragico caso delle ragazze rapite, I media hanno iniziato a parlarne soltanto dopo la campagna globale avviata dalla giovane attivista pakistana.
Se fossero state rapite giovani studentesse occidentali si sarebbe scatenato il putiferio, ONU, UE, NATO, Stati, Governi, avrebbero mandato subito elicotteri, minacciato sanzioni, le agenzie di stampa e giornalisti sulla scena a frotte. Quando si tratta di centinaia di ragazze nere rapite in un paese dell’Africa centrale, la notizia fatica un po’ a decollare. Fa un po’ pensare. Solo ora si sono accesi i riflettori. Meglio tardi che mai. Con la vasta mobilitazione mondiale si è accesa la concreta speranza di trovare quelle povere ragazze e di salvarle. Ma una volta ottenuto un esito positivo, come speriamo, resta il problema del “dopo” in Nigeria: quel dopo, che viene subito, si chiama costringere il Presidente Jonathan ad ingaggiare una guerra contro i criminali. Che è cosa diversa dall’ingaggiare intermediari per le commesse petrolifere, con gli Stati occidentali muti sui diritti umani e compiacenti sugli affari.

Economia & Lavoro

Al via lo spesometro
di Barbara Diani

La pesante mannaia del fisco sta per abbattersi nuovamente sul già vessato popolo delle partite Iva.

Esteri

Dai Brics ai Pine
di Matias Scipioni

Per diversi anni i BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e SudAfrica – sono stati indicate come le economie emergenti.

Un drappo dalle mille sfumature
di Omar Bellcini

Il significato del velo è mutevole è sfaccettato, come lo è il ruolo della donna nelle diverse società musulmane.

L'arma dello stupro
di Pierluigi Natalia

Da sempre è una prassi sistematica giustificata se non incoraggiata dai nemici della pace e della convivenza civile.

Scienza & Salute

Alla ricerca di Monna Lisa
di Marina Baldi

Tra i settori in maggior fermento sono certamente da annoverare tutti quei gruppi di scienziati che si occupano di Genetica Forense, i quali hanno preso a riesaminare vecchi casi di cronaca irrisolti, i cosiddetti “cold case”.

Cultura

Incontro con Rita El Khayat
di Bruna Bertani

Una donna mediterranea dal sangue andaluso-magrebino, capace di dolcezze di nettare e furia leonina.

Anna Pavignano racconta il suo Troisi
di Alma Daddario

Scrittrice, sceneggiatrice, cinematografica e autrice teatrale.

Gerald Bruneau, il fotoreporter dei grandi reportage internazionali
di Marzia Pomponio

Ha firmato reportage per le più grandi testate internazionali: il “Washington Post”, il “Time”, il “Newsweek”, “Le Figaro”, “Le Monde”,“Vanity Fair”, per l’Italia il “Corriere della Sera”.

Costume & Società

Le Case Museo
di Beatrice Mancini

Victor Hugo scriveva che dalla conchiglia si può capire il mollusco,dalla casa l’inquilino.

Il progetto di Laura Bates contro il sessismo quotidiano
di Giulietta Rovera

Quando ha protestato, si è sentita rispondere che il sessismo non è più un problema che ormai le donne sono uguali agli uomini, e se non sanno accettare uno scherzo o un complimento è perché sono “frigide” e prive di sense of humour.

Claudio Lia, l'artista con la divisa
di Francesca Ceci

Si chiama Claudio Lia, e’ un poliziotto ma anche un pittore.

Sport

Marzia Caravelli,la mia vita a ostacoli
di Alessandro Mercanti

Ostacolista italiana, più volte campionessa nazionale assoluta nelle diverse discipline e detentrice di importanti record nazionali.

Rubriche

“Il Grido e il Sussurro” a cura di Zingonia Zingone

La poesia è sussurro divino e urlo che si alza dalle viscere dell’uomo.

Tanto per ricordare – a cura di Annamaria Mammoliti

Odor di elezioni - Ottobre 2000

Tante promesse che presto si sono rivelate per quelle che erano: chiacchere.