Pages Menu
Seguici suRssFacebook

lunedì 18 Gennaio 2021 11:38
Categories Menu

Posted by on Dic 15, 2014 in Rubrica "IL GRIDO E IL SUSSURRO" | 0 comments

Ming Di

IL GRIDO E IL SUSSURRO, l’angolo della poesia contemporanea internazionale

a cura di Zingonia Zingone

La poesia è sussurro divino e urlo che si alza dalle viscere dell’uomo. È rigorosa ricerca della verità. Un linguaggio universale che spinge il lettore a spogliarsi del superfluo e penetrare in sé, in quello spazio interiore dove non esistono barriere e ciascuno è battito di un battito più forte.

Il grido e il sussurro propone un viaggio attraverso le parole e i gesti del mondo. Ogni mese un poeta, un messaggio, uno spunto di riflessione.

I versi di Mindy Zang, in arte Ming Di sono femminili e femministi; nel rivendicare il ruolo della donna, si porge all’amato che la ferisce nella dolce e nostalgica speranza di trovare l’amore, quel sentimento che lacera e che è forse perduto sin dalle origini dell’umanità. Si rifugia nella luna, questa “poetessa della luna”, che oscilla tra oriente e occidente, e sceglie spesso riferimenti letterari anglosassoni o biblici per affrontare i grandi temi dell’esistenza, in una sorta di ricerca di universalità espressiva.

La traduttrice Anna Lombardo dice: “In Luna Cinese, il frantumarsi del sogno amoroso si mescola con il frantumarsi delle stoviglie, ricevute in eredità dalla madre. Un mondo che s’infrange. Un mito che si spezza… C’è un sentore di speranza che si respira in questi testi, nati nella sua lingua madre e ritradotti in inglese, una speranza che si affida e parte dalla realtà, che rimette al centro le piccole cose e riesce ad intrecciarle ai grandi temi della vita.”

MING DI (Cina – Stati Uniti) è una poetessa e traduttrice cinese che vive a Los Angeles. Laureata in Inglese, e in linguistica al College di Boston. Ha insegnato cinese alla università di Boston e al college di Boston. Ha pubblicato sei libri di poesie: “Etudes in D minore”, “ Storia berlinese – foto poesie”, “ Giorni che fluiscono attraverso sequenze”, “ Poesie scelte di Ming Di”, “L’arte di separazione”, e “Corde rotte”.  I suoi lavori di traduzione sono stati pubblicati in Cina e Taiwan, i più recenti sono: Poesie scelte di Ha Jin” (2009) e “Lo scrittore come migrante” (2010). Ha ricevuto 4 premi per la saggistica, poesia e critica poetica.  Ha partecipato a Conferenza Internazionale sulla Letteratura dell’esilio (tenuta in Taiwan 2007), Stuga Poetry Evenings in Macedonia (2010), Södermalms Poesifestival in Sweden (2010) e Kritya International Poetry Festival in India (2011). Come fondatrice e una delle redattrici per “Poesia Est Ovest”, una rivista bilingue cinese-inglese, ha tradotto poeti cinesi contemporanei in inglese e viceversa.

Traduzioni di Anna Lombardo

The Prototype  

Adam saw emptiness when he first opened

his eyes, and begged God to create you from

the same mud, and named you Lilith, and made

you the first couple. But you were naughty

and wanted to be on top, like him. “How dare you!”

So you abandoned Eden for the East Sea.

Then God created Eve from Adam’s rib, and made

them happily ever after. Later on, dear humble Eve

became greedy and wanted to take over the top, toplessly, 

plus commission.  But you couldn’t care less, you’d

already multiplied with the snake: Carmen, Salome,

Barbie, Lolita… Dora Lolita is a little star that glows

on her own,  glimmering her pale fire and humming her little tune,

occasionally appearing in the geometry of his thinking—

Adam Nabokov sees her, captures her and reproduces her.


Adamo vide il vuoto appena aprì

gli occhi, e pregò Dio di crearti dal

suo stesso fango, e ti chiamò Lilith, e ti fece

prima coppia. Ma tu eri troppo birbante

e volevi essere come lui, al top. “Come osi!”

Così lasciasti l’Eden per i mari dell’Est.

Poi Dio creò Eva dalla costola di Adamo, e li fece

felici per sempre. In seguito, la povera umile Eva

divenne avida e volle prendere il top, senza top,

più la commissione. Ma a te non poteva interessare di meno, ti

eri già moltiplicata con il serpente: Carmen, Salomè,

Barbie, Lolita…Dora Lolita è un stellina che brilla

da sola, tremolando il suo fioco fuoco e canticchiando il suo motivetto,

presentandosi di tanto in tanto nella geometria del pensiero di lui –

Adam Nabokov la vede, la cattura e la riproduce.


East is a huge camellia, the snow you walk in,

the red jacket flaps like her lips opening.

You approach where she breathes, then turn

and descend the cliff of her jaws, sliding like a sampan.

Before you, the wind, the water, everything flows

without color. You continue to walk, so small, leaden,

like a bullet of an unfired gun, a murder

without blood, an empty word, a preposition, a particle.

Adjectives have failed, you look for the verb

unconsummated, but it doesn’t drift or vibrate—

just proceeds little by little, soundless,

but heavy like inhaling— death turns

its camellia face, an eagle struggling on petaled wings

greedy for a new life. People watch, and sigh.

Only you have gone there, and returned to tell me:

it’s so white, bring along a flowering dress.


L’Est è un’enorme camelia, la neve in cui cammini,

la giacca rossa sbatacchia come le labbra di lei che s’aprono.

Ti avvicini a dove lei respira, poi giri

e discendi gli scogli della sue mandibole, scivolando come una sampan.

Davanti, il vento, l’acqua, ogni cosa fluttua

incolore. Continui a camminare, così piccolo, di piombo,

come pallottola di pistola che non spara, un omicidio

senza sangue, una parola vuota, una preposizione, una particella.

Gli aggettivi hanno fallito, cerchi il verbo

non consunto, ma non vira  né  vibra –

procede solo poco a poco, senza rumore,

ma pesante come il respiro – la morte volge

il suo volto di camelia, un’aquila che lotta su ali di petalo

avida d’una vita nuova. La gente guarda, e sospira.

Solo tu sei andato là, e sei tornato a raccontarmelo:

è così bianco, porta con te un vestito a fiori.


Only here do things look symmetrical. 

You take out a watermelon, slice down— 

a dozen red moons fall onto blue china. 

The weight of longing is not important, 

what’s important is immediately in your hand,

“You eat, you eat”, you keep saying (I hear 

“you silly, you silly”). I am, afterwards, thirsty too

but I like to listen to you swallow the moons 

into your body— it will light up my entire 

summer. As I recall the night, the soothing touch 

feels close, like a paper-cut from the moon. Only now

can things be accurate. How I miss you, love you, 

too pale to say in words. In the evenings, lights off, 

 Red Moons, Blue Moons, Purple Moons… 

all flow before me. Which one to slice, so

we can enter each other’s shadow? From here

to there, 48 days and three hours, three minutes, 

three seconds, 6251 miles. What’s by my chest 

is no longer your steady breathing but my heartache—

up in the sky floats the white painkiller pill.

Luna di ghiaccio

Solo qui le cose sembrano simmetriche.

Prendi un’anguria, affettala –

una dozzina di lune rosse cadono

sulla porcellana blu cinese.

Il peso del desiderio non è importante,

 ciò che importa è subito nelle tue mani,

“Mangia, mangia”, continui a dire (ti sento

“ stupido, stupido”). Sono, dietro, anche assetata

 ma mi piace sentire che inghiotti le lune

dentro il tuo corpo – illuminerà l’intera mia

estate. Ricordando la notte, il tocco rassicurante

si avvicina, come una fetta di carta dalla luna. Solo adesso

le cose possono essere accurate. Quanto mi manchi, ti amo,

troppo tenue per dirlo in parole. Nelle sere, luci spente,

Lune Rosse, Lune Blu, Lune Purpuree….

tutte mi fluttuano davanti. Quale affettare, così

da poter entrare ognuna nell’ombra dell’altra?  Da qui

a là, 48 giorni e tre ore, tre minuti,

tre secondi, 6251 miglia. Cosa succede al mio petto

non è più il tuo instabile respiro ma il mio cuore dolente –

su in cielo fluttua la bianca pillola che uccide il dolore.

The Book of the Seven Lives

I’m too close to the sun, and they say I’ll go blind.

So I appear in many movies as an old man,

endless gray hair and beard, eyes like hollows, mouthing prophesies:

Apollo is born today, tomorrow a stone

will be declared the Sun. I also appear in many poems,

occasionally glamorous, mostly worse than a witch

(today my breasts age, tomorrow my breasts wrinkle).

So I put on a firm smile and walk the road in a bucket skirt.

Only Virginia Woolf sees me, the me that codes words,

the me that loves straight, wholly, readily believing in love,

and can write right, not for name, not for fame, just write right,

and can change overnight …. Oh, no, no, no, not again,

so wonderful to stay in this life! Zeus gave me seven lives,

but nothing is better than this life, this life of tiger or wolf.

I fear sleep, fear waking up with an old face wearing

T.S. Eliot’s grimace, my body dusted with his cigarette ash.

Il libro delle sette vite 

Sono troppo vicina al sole, dicono che finirò cieca.

Così appaio  in molti film come un vecchio,

capelli e barba grigi per sempre, occhi come buchi, bocca profetizzante

“Apollo è nato oggi, domani  una pietra

 il Sole sarà dichiarato.” Sarò pure in molte poesie,

a volte affascinante, il più delle volte peggio di una strega

(oggi i miei seni che crescono, domani i miei seni che raggrinziscono).

Allora indosso un sorriso deciso e cammino per strada in un’ampia gonna.

Solo Virginia Woolf  mi vede, e di me vede quel che sottintende parole,

che ama senza mezzi termini, completamente, pronta a credere all’amore,

e che sa scrivere bene, non per il nome, non per la gloria, solo per scrivere bene,

e che sa cambiare lungo la notte… Oh, no,no, no, non di nuovo,

è così bello restare in questa vita! Zeus mi diede sette vite,

ma nessuna è migliore di questa, di questa vita di tigre o di lupo.

Ho paura di addormentarmi, paura di  risvegliarmi con un volto vecchio con addosso

la smorfia di T.S. Eliot, con il mio corpo cosparso di cenere di sigaretta.

China Moon 

Early in the morning the village women circle the well,

wash dishes, clothes, and bed sheets, then hurry home 

to make their breakfast before the sun rises.

She carries out a bucket of water, squats down to wash 

the plates – inherited from mother, for food and candles,

her slender china plates.

Each day one more plate until the full moon,

each day one less until the new moon.

She waits for his return, afraid of what she’ll find.

Each night the memory plays like a movie –

“You like it, baby?”

She’s under his body, afraid to respond –

opening her mouth would wake up the dream.

“Da Guo’s getting married today” they whisper by the well.

Her china tumbles down like dominoes, and splashes.

She hurries back home with the laundry unwashed.

All things can be done tomorrow.

She changes clothes, combs hair, grabs a basket, and leaves.

Time’s jerking forward all around her,

cornfields on the roadside have grown taller than her.

She will rush into his wedding, swallow her envy,

see him kiss the bride with both of her eyes,

and then return home to hear every day

the cries of her china smashing into pieces.

Luna Cinese 

Di mattina presto le donne del villaggio circondano il pozzo,

lavano piatti, vestiti e lenzuola, poi si affrettano a casa

per preparare la colazione prima che sorga il sole.

Lei trasporta un secchio d’acqua, si accovaccia per lavare

i piatti – ereditati dalla madre, per cibo e candele,

i suoi  piatti di fine porcellana.

Ogni giorno un piatto in più fino alla luna piena,

ogni giorno uno in meno fino alla luna nuova.

Attende il suo ritorno, timorosa di ciò che potrà avvenire.

Ogni notte la memoria scorre come un film –

“Ti piace, tesoro?”

Lei è sotto il suo corpo, timorosa di rispondere –

e aprire la bocca sveglierebbe il sogno.

“Da Guo si sposa oggi”, le donne mormorano vicino al pozzo.

La sua porcellana precipita come nel domino, e s‘infrange.

Frettolosa rientra a casa con il bucato ancora da lavare.

Ogni cosa si potrà far domani.

Si cambia, si pettina, afferra un cesto e va.

Il tempo sta scuotendo in avanti tutto intorno a lei,

i campi di mais lungo i lati della strada sono cresciuti più alti di lei.

Si precipiterà al suo matrimonio, frenerà l’invidia,

lo vedrà baciar la sposa con i suoi stessi occhi,

e poi ritornerà a casa per ascoltare ogni giorno

il pianto della sua porcellana che va in frantumi.



  1. Tendendo braccia e gambe alle parole. Intervista a Ming Di | a cura di Franca Mancinelli - Poesia del Nostro Tempo - […] attraverso una versione inglese, si possono leggere nel numero di dicembre 2015 della rivista «Minerva online». Sue poesie visuali…

Post a Reply