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giovedì 20 Febbraio 2020 4:44
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Posted by on Ott 28, 2015 in NEWS | 0 comments

Il Coraggio delle Donne

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di Fiorella Ialongo

Si può racchiudere in un’espressione il coraggio? Forse si, ma potrebbe corrispondere all’incastonare in un anello la pietra grezza del diamante. Esso trae invece la sua bellezza dalle tante sfaccettature che ne riflettono la luce. In seguito, come raccontare l’audacia? Come il prode guerriero senza macchia che combatte il male? Difficile, in un’epoca in cui anche Cenerentola, al cinema, si è evoluta. Successivamente, quale eroina potrebbe incarnare l’ardimento senza rischiare di sembrare una moderna Giovanna d’Arco, oppure una personificazione di Lara Croft in un famoso videogioco, o addirittura un ibrido tra le due? Una soluzione a questo apparente rebus è stata data in occasione del convegno organizzato recentemente dall’Associazione AIDDA, delegazione Lazio, nei locali della sede di Roma del Parlamento Europeo. Il titolo dell’incontro è stato: “Musa, manager..ma sempre donna. Il coraggio al femminile”, ed ha rappresentato anche la motivazione per l’assegnazione di 10 targhe ad un numero corrispondente di donne di successo. I loro nomi sono: Rahouda Ben Saber, presidente dell’Associazione Imprenditrici di Tunisi; Giulia Bongiorno, co-fondatrice con Michelle Hunziker della Onlus “Doppia Difesa”; Maria Cannata, Direttore del Debito pubblico del Tesoro del Ministero Economia e Finanze; Stefania Costanza, Consigliere del Ministero degli Affari Esteri; Daria de Pretis, Giudice Costituzionale; Caterina Ermio, Presidente dell’Associazione Donne Medico; Enrica Giorgetti, Direttore Generale di Farmindustria; Carmen Lasorella, giornalista televisiva; Franca Valeri, attriceGiusy Versace,atleta paralimpica e conduttrice televisiva. 

L’evento si è aperto con i saluti di Matilde BoccaPresidente Delegazione Lazio e di Laura Frati Gucci, Past Presidente Nazionale AIDDA. Tra gli aspetti interessanti del convegno vi è stata l’atmosfera che si è  respirata nella riunione. Non quella solenne delle grandi occasioni, o quella barbosa che possono creare quelle  relatrici che dissertano per gratificare il proprio ego.

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E’ stata piuttosto quella dei salotti eleganti di fine ottocento, in cui le donne si riunivano per raccontarsi, confrontarsi fra di loro ed elaborare le idee come in una fucina. Le relatrici, inoltre, avrebbe potuto narrare come sono giunte al vertice della loro carriera, con il pericolo di riprodurre ennesime storie di conquista del potere. Senza alcun accordo tra di loro, invece, le relatrici hanno raccontato la loro umanità, paura. Hanno messo a nudo le loro difficoltà per mostrare come sono riuscite a superarle, ognuna in maniera personale.

Ne è derivato un prisma variegato di sensibilità e di modi di essere coraggiose. Si è passati, ad esempio, dagli innumerevoli ostacoli dell’essere imprenditrici in Tunisia ai rischi di una reporter in zone di guerra, transitando per le difficoltà di essere medico in un ambiente culturalmente sfavorevole in turni notturni. Il tono è stato la sferzante ironia dell’avvocatessa, che non ha arringato le presenti come Cicerone nelle Orationes, ma evidenziato sottili meccanismi psicologici negativi delle donne.

20151012_154307Accanto ad esso vi è stata la pacata testimonianza della dirigente che ha dovuto affrontare la gestione, con il suo staff, della collocazione sul mercato internazionale dei titoli del nostro debito pubblico quando essi hanno raggiunto un tasso di finanziamento e differenziali di rendimento elevatissimi. Si è trattato di una fatica titanica in quanto il mantenere flemma e razionalità in situazioni di forte turbolenza dei mercati, è una delle maggiori difficoltà in campo finanziario.

Da ricordare è anche la narrazione della tensione della diplomatica che ha vissuto costantemente con il pericolo di attacchi terroristici nel suo periodo di permanenza in Afghanistan, il ricordo di compagni che in esso sono stati uccisi. Accanto a questa commozione ha raccontato anche l’azzurro del cielo dell’Afghanistan, descritto che in questa terra martoriata crescono, nonostante tutto, bellissime rose.

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