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Posted by on lug 14, 2016 in Rubrica "PARLIAMO D'ALTRO" | 0 comments

Le nuove frontiere dell’azzardo: baby app e ticket redemption

Le nuove frontiere dell’azzardo: baby app e ticket redemption

Enzo Alfredo Becchetti

Funghetti e frutta colorata, scimmie e streghe. Girano su tablet, pc e cellulare. I genitori le comprano per avere qualche momento di pausa. Giocare=calmare. Poi il meccanismo degli aggiornamenti (upgrades) fà il resto. Dalle sale da gioco sono passati nei centri commerciali, proprio accanto ai baby parking, negli autogrill, nei bowling, nei bar sottocasa. Fate un salto sul sito: App per bambini su Play – google.com‎ e scaricate “fruits and vegetables”. Si comincia così. Si impara a diventare i giocatori di domani. Invece di soldi, a causa dell’età, puoi vincere con il sistema della “ticket redemption”. Più spendi, più accumuli ticket redemption e alla fine puoi portarti a casa un iPad, un orologio, pistole giocattolo, simpatici peluche, bracciali e collane di bigiotteria. Si chiama “dipendenza virtuale”, anche se di virtuale non ha niente. E’ una dipendenza e basta. Provate a selezionare la parola “slot”. Su Google escono fuori 30 mila giochi, su Yahoo 35.200, su Bing 15.200. Perché passare dalle scimmiette alla sala giochi per adulti è fin troppo facile.

Basta giocare con un amico maggiorenne o farsi “prestare” un’identità da maggiorenne. Compresa la carta di credito. Basta aspettare. C’è il caso del minorenne Antony Archer (noto sul web come iNexus_Ninja) che ha gratificato con regali da 50.000 dollari alcuni streamer (NoSleepTV, LegendaryLea), per poi ritirarli con la scusa del programma di protezione PayPal. Solo che PayPal ha negato il rimborso ed ora Archer dovrà spiegare ai suoi genitori il segno meno sul rendiconto bancario.

Il Centro Studi“Semi di Melo”(Casa del Giovane, Fondazione Exodus e Università Bicocca) nel 2016 ha intervistato 3.200 ragazzi. Gli intervistati (85 % è minorenne), raccontano di“conoscere un posto dove fanno giocare i minori”(70%), il 24% ha familiari che giocano abitualmente. E siamo appena all’inizio. Del resto, chi si preoccupa se un ragazzo acquista un Gratta e Vinci? Sarebbe vietato, ma chi se ne …? E al soggetto sembra “normale” che l’azzardo sia una cosa lecita. Che sia una tabaccheria (73%), un bar (67%) o un sito web (67%), non fa differenza. A Vigonovo una madre giocava con il figlio minorenne accanto, a Seregno un minorenne è stato beccato mentre scommetteva su alcune manifestazioni sportive. Sembra che sia ludopatico. Chi sa cos’è la “ludopatia”? È la dipendenza dal gioco di azzardo. A differenza delle altre dipendenze, è “senza sostanza di abuso”. Però nel nostro Paese c’è una macchina da giochi ogni 140 persone. Neonati compresi. Il doppio che nell’Unione Europea. Tra il 2000 ed il 2014 la crescita del fatturato del gioco d’azzardo ha raggiunto gli 84 miliardi e mezzo. Più del 350%.  Togliete i proventi del gioco d’azzardo e vi ritrovate nuove tasse. Nel giugno del 2015 il Ministro Lorenzin prometteva l’apertura di un Osservatorio per il contrasto e la diffusione del gioco d’azzardo. Il 13 aprile del 2016 c’è stata la prima riunione. Peccato che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Codacons: ora il Tar dovrà dire se esiste un conflitto di interessi tra le finalità pubbliche dell’Osservatorio anti azzardo e la Federazione degli Operatori delle Tossicodipendenze che gestisce, per conto di Lottomatica e Sisal, il progetto “Gioco responsabile”. Altro tempo perso, altre dipendenze che si affermano, altro dolore. Intanto, Mega Miliardario gioca sulla possibilità di avere lo 0,00006% delle chance di accaparrarsi il bottino più ricco (30 biglietti su un totale di 50 milioni e 160 mila), e Turista per Sempre scommette (alle spalle nostre). Il premio più ricco, del valore nominale di 1 milione e 450 mila euro, è previsto in 35 biglietti. Che su un totale di 100 milioni e 800 mila restituisce una possibilità di vittoria dello 0,00003%.

Buona fortuna.