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venerdì 28 aprile 2017 6:15
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Posted by on ott 19, 2016 in Articoli | 0 comments

Biografia di una donna

Matteo Persica

Casa Editrice Odoya

Pagg 386 Euro 22,00

Questa biografia di Anna Magnani si differenzia da tutte le altre per le notizie curiose e inedite sulla sua vita. Matteo Persica parla di lei non solo come attrice ma soprattutto come donna. L’autore, dopo aver scritto nel 2007 il documentario “Nannarella 100”, in queste pagine mette in risalto diversi lati della personalità passionale e appassionata dell’attrice. “E’ sempre stato impossibile non litigare con la Magnani” dicono di lei vari biografi “ma anche i litigi più duri si sono sempre risolti rapidamente per la sua capacità di dimenticare”. E’ stata un’attrice indimenticabile. Leggendo queste pagine sembra di vederla ancora viva sotto i nostri occhi. Persica ha voluto mettere in evidenza la cultura di questa donna che si contraddice con il personaggio popolaresco che le hanno sempre cucito addosso chiamandola Nannarella .Nonostante il suo prestigio, la Magnani oltre ad essere stata una donna generosa e coinvolgente era anche molto fragile. “Piangevi con lei quando lei piangeva. Ridevi con lei quando lei rideva, grazie alla sua risata alta, sfrenata a bocca aperta”. Nasce a Roma il 7 marzo del 1908 da padre ignoto che cercherà di trovare inutilmente una volta cresciuta. Sua madre, Marina Magnani, una sarta originaria di Ravenna, dopo averla data alla luce, la affida definitivamente alle cure della nonna materna Giovanna Casadio, nata anche lei a Ravenna che, ben presto per Anna, diventa il suo unico punto di riferimento. La nonna si impegna a fondo per far crescere e studiare la nipote. Anna intraprende ben presto lo studio del pianoforte e porta avanti la sua formazione scolastica. Successivamente cerca di recuperare il “rapporto” con la madre andando ad Alessandria D’Egitto dove Marina ha sposato un ricco e facoltoso austriaco ma si rende conto che la madre è troppo presa dai suoi nuovi affetti per accorgersi di lei. Così tra madre e figlia vi sarà per sempre un rapporto conflittuale che segna tutta la sua esistenza. Tornata a Roma abbandona lo studio del pianoforte che non è più tra i suoi interessi e inizia a frequentare la scuola di recitazione Eleonora Duse presso l’Accademia di Santa Cecilia con Silvio D’Amico. I suoi esordi quindi sono nel mondo del “Teatro di Prosa” che la porta a frequentare i palcoscenici di tutta Italia. Dopo il teatro passa al cinema interpretando molti film nei ruoli di cameriera o cantante .Poi nel 1941 è Vittorio De Sica che le offre di interpretare un personaggio finalmente importante come quello di Loretta Prima, artista di varietà, nel film Teresa Venerdì. Recita nell’avanspettacolo di Totò e interpreta il ruolo di fruttivendola romana in Campo dè Fiori con Aldo Fabrizi. Il 23 ottobre del 1942 Anna dà alla luce il suo unico figlio Luca, frutto di una relazione con Massimo Serato che incredibilmente l’abbandona dopo la nascita del figlio. Intanto le capita una grande occasione nel campo cinematografico perché Roberto Rossellini che è uno dei grandi amori della sua vita, le offre una parte importantissima in “Roma città aperta”, un film che racconta l’incubo dell’occupazione nazista. L’intesa artistica e sentimentale con Rossellini finisce nel ’48 perché Rossellini s’innamora di Ingrid Bergman. Per Anna è un grande dolore al quale reagisce grazie ai suoi numerosi altri successi. Nel 1956 vince il Premio Oscar come migliore attrice protagonista del film “La Rosa Tatuata” del 1955, con Burt Lancaster, per la regia di Daniel Man. Un altro incontro importante è con Pier Paolo Pasolini con il quale interpreta il ruolo di una prostituta in “Mamma Roma”. Poi passa alla televisione e la sua più grande apparizione è nel film “L’Automobile” seguito nel 1972 dall’ultimo film di Federico Fellini “Roma”. Nel 1973 Anna Magnani muore in una clinica romana sotto gli occhi del figlio Luca e dell’amico Roberto Rossellini. Al suo funerale c’era così tanta gente a piangerla, ad applaudirla e a invocare il suo nome. Rimarrà per semopre un mito.

Maria Civita D’Auria