Pages Menu
Seguici suRssFacebook


martedì 16 Luglio 2019 3:11
Categories Menu

Posted by on Gen 9, 2018 in Rubrica "IL GRIDO E IL SUSSURRO" | 0 comments

Giovanna Iorio

IL GRIDO E IL SUSSURRO, l’angolo della poesia contemporanea internazionale

a cura di Zingonia Zingone

La poesia è sussurro divino e urlo che si alza dalle viscere dell’uomo. È rigorosa ricerca della verità. Un linguaggio universale che spinge il lettore a spogliarsi del superfluo e penetrare in sé, in quello spazio interiore dove non esistono barriere e ciascuno è battito di un battito più forte.

Il grido e il sussurro propone un viaggio attraverso le parole e i gesti del mondo. Ogni mese un poeta, un messaggio, uno spunto di riflessione.

 

/—/

Questo mese presentiamo “La neve è altrove” di Giovanna Iorio, un libro ideato in sette lingue, la cui struttura si rifà alla forma del fiocco di neve che ha sei raggi vellutati come piccole piume. La silloge è in italiano e i suoi raggi in inglese, spagnolo, polacco francese, tedesco e russo. Partendo dalle riflessioni di Keplero sulla neve e il nulla (…il fiocco di neve, costituito da vapore acqueo, quando poi evapora cosa è veramente? È qualcosa oppure è “nulla”?), la poetessa entra nella dimensione silenziosa del tempo per intonare il suo canto “alla poesia che cade dal cielo e alla misteriosa geometria dell’universo”. Ma non si tratta di un canto astratto, è un viaggio interiore e viscerale nella quotidianità che percorre le vie del ricordo: mi agito a volte come una sfera di vetro / due mani mi scuotono e mi nevica dentro. Infatti, Marco Sonzogni nella prefazione afferma: “in questa silloge leggera e densa come solo la neve lo è, pensieri e immagini fioccano sulla pagina dando corpo a una bianca filigrana che lega alla vita in tutte le sue manifestazioni: anche, forse soprattutto, quelle precarie o addirittura terminali (Io amo / le cose che finiscono), quando il gelo si scioglie tra le dita e il cuore è senza radici.

Una nostalgia sottile percorre il cosmo della Iorio; la solitudine si affaccia sul creato per ricordare a lei e a tutti che sono soli perfino gli alberi / nei boschi in un giorno senza vento. Ma cos’è il vento e da dove soffia? Forse c’è qualcosa o qualcuno che può spegnere le solitudini nella danza armonica del vento? L’altrove che scende fiocco dopo fiocco a ricoprire il cuore della poetessa: ritorna / in carne e ossa la voce / a benedirmi, e lei risponde mettendo le parole in fila… che strana carovana di suoni / la preghiera.

Addentrarsi in questo libro è mettere un piede nel bianco mistero e le sue ombre. Perché, come dice ancora Marco Sonzogni, “la neve è altrove ma il canto è qui”…

 

GIOVANNA IORIO vive e scrive a Roma. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie tra cui Poesie d’amore per un albero (Albeggi Edizioni, in uscita a marzo 2017) La neve è altrove (Fara, 2017), Haiku dell’Inquietudine (Fusibilia, 2016), Frammenti di un profilo (Pellicano, 2015, con Postpoesia di Renzo Paris).

È presente in molte antologie tra cui Cuore di preda (CFR) e SignorNo (SEAM). Scrive racconti (Dormiveglia, Regina Zabo, 2016) e radiodrammi (Rai 3 e Radiolibramioci web). Collabora con Roma&Roma, DiarioRomano, Erodoto 108 e L’EstroVerso.

Poesie tratta dal libro La neve è altrove.

 

 

Yuko amava l’arte, la neve
e il numero sette.
(Maxence Fermine, Neve)

 

 

presentazioneLa neve è altrove

a noi parla il grigio del cielo

da qualche parte le volpi attraversano

pagine bianche – Oh, voi che affondate

le zampe in questo silenzio

tornate.

 

 

*

 

Dovevamo solo aprire la porta

andare in giardino

dove l’aria fredda abbracciava il cielo

e un velo di gelo avvolgeva

l’acqua in un secchio

non era di ferro come volevo

ma di plastica azzurra

l’ho lasciato in un angolo

e un merlo becca

la superficie falsa del ghiaccio

il sapore del niente.

 

*

 

Io non so se sia

benedetto il giorno

ma vivo della notte è il sonno

in cui ritorna

in carne ossa la voce

a benedirmi.

 

*

 

E io ti strappavo l’ultima promessa

dalle mani fredde – stringevano

i grani di un rosario di rosa

e tu te ne andavi ad occhi chiusi

e io ti venivo dietro come una foglia

l’albero il tronco la cassa la casa il vuoto

svaniva il giorno e il tuo calore

sul letto trascorre l’ombra delle ore.

E io ti strappavo l’ultima promessa

dalle mani chiuse

erano i capelli freddi di neve

 

bianca la luce in fondo alla lunga notte

il gelo si scioglie tra le ciglia

il cuore è senza radici.

 

-o-o-o-

(traduzione di Charlie Hann)

 

The snow is elsewhere

The grey of the sky talks to us

Somewhere the foxes traverse

white sheets-Oh, you who sink

Your feet into this silence,

Come back!

 

*

 

We only had to open the door

To go into the garden

Where the cold air embraced the sky

And a veil of ice covered

The water in a bucket

That wasn’t iron like I wanted

But blue plastic

I left it in a corner

And a blackbird pecks at

The imitation surface of ice,

The flavour of nothing.

 

*

 

I do not know if

Blessed is the day

But nights sleep lives,

When the voice returns

In flesh and blood

To bless me.

 

*

 

And I took the last promise

Out of your cold hands-gripping tightly

The beads of a rose’s rosary

And you went with your eyes closed

And I followed you like a leaf,

the tree, the trunk, the box, the house, the

emptiness,

The day and your heat vanished

As the hours’ shadow passes across the bed.

And I took the last promise

Out of your closed hands.

There was the snow’s cold hair,

The light at the end of a long night is white

and melts the icicles

Between the eyelashes.

The heart is rootless.

 

-o-o-o-

(traduzione di Zingonia Zingone)

 

 

La nieve está en otro lado

a nosotros nos habla el gris del cielo

en algún sitio los zorros cruzan

páginas blancas – O, ustedes que hunden

las patas en este silencio

regresen.

 

*

 

Sólo teníamos que abrir la puerta

salir al jardín

donde el aire frío abrazaba el cielo

y un velo gélido envolvía

el agua en un cubo

no era de hierro como yo lo quería

sino de plástico azul

lo dejé en una esquina

y un mirlo picotea

la superficie falsa del hielo

el sabor de la nada.

 

*

 

Yo no sé si estará

bendecido el día

pero yo vivo de la noche en el sueño

es donde regresa

de carne y hueso la voz

a bendecirme.

 

*

 

Y yo te arrancaba la última promesa

de las manos frías – estrechaban

los granos de un rosario de rosa

y tú te ibas con los ojos cerrados

y yo te seguía como una hoja

el árbol el tronco la caja la casa el vacío

se esfumaban el día y tu calor

sobre la cama transcurre la sombra de las horas.

Y yo te arrancaba la última promesa

de las manos cerradas

estaban los cabellos fríos de nieve

blanca la luz en el fondo de la larga noche

el corazón sin raíces.

 

 

-o-o-o-

(traduzione di Anna Jolanta Lagoda)

 

Śnieg jest gdzie indziej

Przemawia do nas szarość nieba

Gdzie indziej lisy przechodzą

Przez białe kartki

– Oh, wy co zanurzacie łapy

W tej ciszy

Powróccie.

 

*

 

Mieliśmy tylko otworzyc drzwi

Iść do ogrodu

Gdzie zimne powietrze obejmowało niebo

Welon mrozu otaczał

wodę

w wiaderku

Nie był z żelaza,jak chciałam,

ale z błękitnego plastiku

zostawiłam go w kącie

ptak dziubie powierzchnię

sztucznego lodu

bez smaku.

 

*

 

Ale żyje nocą bo jest snem

W którym powraca głos

W mięso i kości

By mnie błogosławić

 

*

 

Wydzierałam ci ostatnią obietnicę

Z zimnych rąk

Ściskających paciorki różanego różańca

A ty odchodziłeś z zamkniętymi oczyma

Szłam za tobą jak liść drzewo konar

Trumna dom pusty nicość

Mijał dźień i twoje ciepło

Na łóżku zalegał cień godźin

Wydzierałam ci ostatnią obietnicę

Z zamkniętych rąk

Włosy zimne od śniegu

Białe światło na dnie długiej nocy

Mróz t opniał w rzęsach

Serce było bez korzeni

 

-o-o-o-

(traduzione di Grazia Calanna)

 

La neige est ailleurs

le gris du ciel nous parle

là-bas quelque part les renards traversent

des pages blanches – Oh, vous qui enfoncez

vos pattes dans ce silence

revenez.

 

*

 

On devait seulement ouvrir la porte

aller dans le jardin

où l’air froid embrassait le ciel

et un voile de gel recouvrait

l’eau dans un seau

qui n’était pas en fer comme je voulais

mais en plastique bleu

je l’ai laissé dans un coin

et un merle picote

la fausse surface de la glace

la goût du rien.

 

*

 

Je ne sais pas si

le jour est sacré

mais de la nuit il est vivant le sommeil

dans lequel revient

en chair et en os la voix

pour me bénir.

 

*

Et moi je t’arrachais la dernière promesse

des mains froides – elles serraient

les grains d’un rosaire de roses

et toi tu partais les yeux fermés

et moi je te suivais comme une feuille

l’arbre le tronc la caisse la maison le vide

le jour s’évanouissait et ta chaleur

sur le lit passe l’ombre des heures.

Et moi je t’arrachais la dernière promesse

des mains jointes

c’étaient les cheveux refroidis par la neige

la lumière blanche au fond de la longue nuit

le gel fond entre les cils

le coeur est sans racines.

 

 

-o-o-o-

(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Der Schnee ist woanders

uns spricht das Grau des Himmels an

irgendwo gehen die Füchse

durch weiße Seiten – O ihr, die die Pfoten

in dieses Schweigen taucht,

kehrt zurück.

 

*

 

Wir brauchten nur die Tür aufzumachen

in den Garten zu gehen,

wo die kalte Luft den Himmel umarmte

und ein Frostschleier das Wasser

in einen Eimer einhüllte,

er war nicht aus Eisen, wie ich wollte,

sondern aus blauem Kunststoff,

ihn habe ich in einer Ecke liegen lassen

und eine Amsel pickt

nach der falschen Eisoberfläche

nach dem Geschmack des Nichts.

 

*

Ich weiß nicht ob der Tag

gesegnet ist

aber ich lebe in der Nacht sie ist der Schlaf

in dem die Stimme

leibhaftig wiederkehrt

um mich zu segnen.

 

*

Und ich entriss dir von den kalten Händen

das letzte Versprechen – sie klammerten sich

an die Perlen eines Rosenkranzes aus Rosen

und du gingst weg mit geschlossenen Augen

und ich folgte dir wie ein Blatt

der Baum der Stamm der Sarg das Haus die

Leere

der Tag verflog und deine Wärme

auf dem Bett vergeht der Schatten der Stunden.

Und ich entriss dir von den kalten Händen

das letzte Versprechen

schneekalt waren die Haare

weiß das Licht ans Ende der langen Nacht

der Frost schmilzt unter den Wimpern

das Herz ist wurzellos.

 

-o-o-o-

(traduzione di Anna Tumanova)

 

Когда они ничего не сжимают,

Когда они в покое,

И время течет сквозь мои пальцы,

Словно они ветви, а жизнь –это ветер.

 

*

 

Я стараюсь навести порядок,

Остановить лавину,

Бесполезное падение вещей на землю,

Которые лишь притворяются невесомыми,

Тяжелые одежды

Наблюдаю часами

Их голыми среди обломков.

 

*

 

Я не знаю,

Священен ли день,

Но я живу ночью, и лишь во сне ко мне

возвращается во плоти голос, чтобы

Благословить меня.

 

 

*

 

И я вырывала последнее обещание

У холодных рук – они сжимали

Зерна розовых четок,

А ты уходил, закрыв глаза,

И я бежала следом за тобой, как лист.

Дерево, ствол, гроб, дом, пустота.

День исчезал, и твое тепло…

На постели промелькнула тень часов.

И я вырывала последнее обещание

Из твоих закрытых рук.

Были волосы холодны, как

Белый снег, свет в конце долгой ночи.

Холод тает на ресницах, сердце – без корней.

Post a Reply