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lunedì 28 maggio 2018 12:00
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Posted by on mar 7, 2018 in Articoli, Rubrica "IL GRIDO E IL SUSSURRO" | 0 comments

Inger-Mari Aikio

IL GRIDO E IL SUSSURRO, l’angolo della poesia contemporanea internazionale

a cura di Zingonia Zingone

La poesia è sussurro divino e urlo che si alza dalle viscere dell’uomo. È rigorosa ricerca della verità. Un linguaggio universale che spinge il lettore a spogliarsi del superfluo e penetrare in sé, in quello spazio interiore dove non esistono barriere e ciascuno è battito di un battito più forte.

Il grido e il sussurro propone un viaggio attraverso le parole e i gesti del mondo. Ogni mese un poeta, un messaggio, uno spunto di riflessione.

/—/

Le poesie di Inger-Mari Aikio assomigliano a pennellate di ghiaccio sul cinguettio di uccelli boreali. Sono fiori che sbocciano tra i fiordi e il silenzio. Aquile artiche, volpi polari, nubi; vento e passi solitari. La poetessa si lascia abitare dall’inverno lappone, si unisce al canto quasi impercettibile della natura che la circonda, per addentrarsi nel mistero che regge l’esistenza e affacciarsi su aurore di emisferi celesti. La sua è una poesia concisa e profonda che dice quanto basta per essere specchio. È intima e personale ma permette al lettore di vedersi riflesso, in ogni frullo e ogni traccia innevata.

La Aikio è nomade, come lo è l’antichissimo popolo Sami al quale orgogliosamente appartiene. Gira per il mondo con un taccuino e una macchina fotografica, per catturare le sfumature di altre latitudini, ma quando giunge l’ora del componimento, tornano alla penna le sue origini: i suoni, i sapori, i profumi e i colori di quel popolo di pescatori, cacciatori e allevatori di renne. Infatti, oltre alle immagini artiche, la musicalità delle sue poesie è spesso quella del canto tradizionale dei sami, o joik, una bellezza, questa, che non riesce a conservare traducendo i testi in un’altra lingua.

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Le sue poesie assomigliano a pennellate di ghiaccio sul cinguettio di uccelli boreali

INGER-MARI AIKIO (Finlandia) è nata a Ohcejohka/Utsjoki nel 1961 e abita a Sámiland, nella Finlandia del nord. Poeta, scrittrice, traduttrice e regista di documentari e video musicali. Ha lavorato come giornalista e reporter. Ha pubblicato sei libri in lingua sami: Gollebiekkat almmi dievva (1989), Jiehki vuolde ruonas giđđa (1993), Silkeguobbara lákca (1995), Máilmmis dása (2001), Camera Poetica – Suonat (2008) and Beaivváš čuohká gaba – Aurinko juo kermaa (2014). Le sue poesie sono tradotte in inglese, spagnolo, norvegese, tedesco, ungherese, finlandese, francese, arabo e bulgaro. Ha pubblicato un libro di poesie trilingue (sami, inglese e spagnolo) insieme al poeta Niilas Holmberg, intitolato Rosa Boreal – Boreal Rose (2016). Inoltre, ha scritto 2 libri per bambini e un romanzo per adolescenti in sami: Riebana bihpporgáhkut (2006), Čáhcerávgga gazza (2011) e Tropihka rievssat (2016), nonché le parole per 45 canzoni registrate. Ha diretto 12 video musicali e 11 documentari. È stata nominata per il Nordic Litterature Prize (2004), lo Skábmagovat Film Award (2013) e lo State Award for Children’s culture (2015).

(Traduzioni dall’inglese di Zingonia Zingone)

kunpa me kerran

syleilisimme tunturilla

korkealla ja ainoina ihmisinä

piekanan kirkaisu 

pitkän tarinan alkuna

kapustarinnan joiku viininä

naalin salainen katse

polkuna valkeiden pilvien

kauneimpaan satuun

avrei voluto una volta

il tuo abbraccio

in alto, in cima alla collina

essere noi

gli unici esseri umani

lo squittio dell’aquila artica

come l’inizio di un lungo racconto

il canto delle piviere come il vino

lo sguardo occulto della volpe polare

che attraverso le nuvole bianche

porta alla fiaba più bella

suljen itseni syleilyyni

pakenen näykkivää tuulta

tämä ei ole kotini

ja koivut

repivät lämmön jääkiteiksi

unohdan jään

joka ryömii suoniini

pimeys sulattaa itseyden

enkä tiedä

milloin kuura voittaa

mi rinchiudo dentro di me

fuggo dai morsi del vento

questa non è la mia casa

e le betulle sgretolano

il mio cuore in cristalli di ghiaccio

non guardo il ghiaccio

che si insinua nelle mie vene

il buio mi scioglie

non so quando

vincerà la rima

tyhjä kuppi

yksinäisellä pöydällä

verhoton ikkuna

avoinna pimeyteen

askeleet

jotka kulkevat vain sisään

äänet

jotka pakenevat ikkunasta

korppi

joka vastaa

tietää kaiken

una tazza vuota

sul tavolino solitario

la finestra senza tende

aperta al buio

passi

che da soli entrano

voci

che scappano via dalla finestra

il corvo

che risponde

e sa tutto

taimi ei kysy kelloa

sillä on rajattomasti aikaa

puu kysyy kelloa ja laskee

milloin sen mahlasta katoaa kiihkeys

kelo ei kysy kelloa

sillä on rajattomasti aikaa

il germoglio non chiede l’ora

ha un oceano di tempo

l’albero chiede l’ora e calcola

quando la linfa

perderà la sua passione

l’albero morto non chiede l’ora

ha un oceano di tempo

heitän ankkurin

pilvenrakoon

kiipeän nuoraa

koivunlatvojen yläpuolelle

vilkutan pikkurillillä

terveisiä muurahaisille

affranco l’ancora

nel taglio di una nuvola

mi arrampico lungo la corda

oltre le chiome della betulla

e sventolando l’anulare

saluto le formiche

e le ringrazio di tutto

anna ihojemme

ensin haistella

toisiaan

odota

kunnes tutustuvat

lascia che prima

la nostra pelle

si annusi

aspetta

che si conosca

sinulla on kaikki

hyvä työ

hyvä palkka

hyvä asunto

terveys

vapaus

mahdollisuudet

sinulla on kumppani

rakkaus

ja tyytymättömyys

tu hai tutto

un buon lavoro

un buon salario

un bell’appartamento

salute

libertà

scelta

hai compagnia

amore

e insoddisfazione

kuvasi hyllyllä

valvoo askeleitani

niin kuin seita muinoin

valvoi kalaisaa järveä

karkotti vieraat pois

la tua foto sullo scaffale

sorveglia i miei passi

come la pietra primigenia

sorveglia il lago pieno di pesci

e spaventa gli intrusi

mitä enemmän etsin

sitä enemmän löydän

talviveneitä

kellumassa sängyssäni

più cerco e più trovo

barche invernali

che galleggiano

nel mio letto

viima kulkee ylitseni

ihoni on jäässä

suonet hileessä

sydän riitteessä

viima

ympärilläni ja sisälläni

ylläni ja allani

sisällä, sisälläni

mitä teet tulitikuilla?

lyhdyllä? soihdulla?

milloin olet nähnyt jään syttyvän?

viima kulkee ylitseni

sammuvat liekit, nuotiot

viima sivelee poskiani

hartioitani, rintaani

turvallinen, tuttu viima

kysyt miten tarkenen itseni sisällä

olen lumiviima, huuruviima, pakkasviima

itse, olen

loppuuko viimakin?

milloin? miten?

ja miksi?

viima viimoo

polut peittyvät lumeen, tiet

ympärilläni, sisälläni

talvi

viisitoista vuotta talvea

eivät pysty tulet, eivät kädet

viima syleilee, pitelee

minun viimani, minua

muistatko kun tulivuori syöksi ilmaan koko sydämensä?

pölypilvi piilotti auringon

viisitoista vuotta sitten

eikä aurinko ole enää näkynyt, lämmittänyt

ainoa joka voisi, jotain

viima kulkee minussa, kanssani

ympärilläni, ylitseni

sisälläni

viima

su di me scorre il vento freddo

gela la pelle

le vene scrematura del ghiaccio

il cuore fatto crosta

vento

intorno e dentro me

sopra e sotto di me

dentro, dentro

cosa fai con i fiammiferi?

la lanterna? la torcia?

quando mai

hai visto accendersi il ghiaccio?

su di me scorre il vento freddo

si spengono le fiamme, i  falò

il vento accarezza le mie gote

le mie spalle, il mio petto

un vento familiare, sicuro

mi chiedi come sopporto il ghiaccio che ho dentro

sono un vento freddo, vento di neve, di nebbia

io sono

si calmerà il vento?

quando?  come?

e perché?

soffia il vento

la neve copre i sentieri, le strade

tutto intorno e dentro di me

è inverno

quindici anni d’inverno

né il fuoco né le tue mani lo potranno scongelare

vento che abbraccia, tiene

il mio vento, me

ti ricordi quando il vulcano ha sputato fuori il suo cuore?

una nuvola di polvere celava il sole

quindici anni fa

e il sole non era più visibile, non riscaldava più

l’unico

capace di fare qualcosa

il vento freddo scorre in me, con me

intorno a me, sopra di me

dentro di me

il vento

snuđđu

čierru

bárgu

bááárgu

báááááárguuuu

holvu

hooooolvuuuuuuuu

gillju

giiiiiiillljuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

gottášingo su

vai iežan?

lui piagnucola

piange

urla

urla

urlaaaaaaaaa

ulula

ululaaaaaaaa

grida

gridaaaaaaaa

prendo la sua vita

o la mia?

aiddo go olmmoš

oaidnigoahtá bastilit

hovkkehuvvama meres

čuollagoahtá muittu ovssiid

appena riesci

finalmente a vedere

con precisione

arriva l’accia noiosa dell’età

e taglia i rami della memoria

boares olbmo gieđa suonain

eallima beaivváža

maŋimuš suotnjarat

i tendini della mano

dell’uomo vecchio

sono gli ultimi raggi

del sole della vita