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mercoledì 21 novembre 2018 20:08
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Posted by on ott 22, 2018 in Rubrica "IL GRIDO E IL SUSSURRO" | 0 comments

MARIANA OSSA

IL GRIDO E IL SUSSURRO, l’angolo della poesia contemporanea internazionale

a cura di Zingonia Zingone

La poesia è sussurro divino e urlo che si alza dalle viscere dell’uomo. È rigorosa ricerca della verità. Un linguaggio universale che spinge il lettore a spogliarsi del superfluo e penetrare in sé, in quello spazio interiore dove non esistono barriere e ciascuno è battito di un battito più forte.

Il grido e il sussurro propone un viaggio attraverso le parole e i gesti del mondo. Ogni mese un poeta, un messaggio, uno spunto di riflessione.

/—/

Sono da poco rientrata dal Messico dove ho partecipato ad un incontro di poesia insieme a tanti poeti provenienti da svariati paesi del mondo. Ho ascoltato moltissime letture in tante lingue e l’ultima sera sono rimasta colpita da una voce giovane che ha letto una poesia brevissima, incisiva e profonda. Si tratta della colombiana Mariana Ossa. Sentirla leggere è stata per me la conferma che la poesia, quando centra, non ha età. Il giovane poeta, nonostante debba ancora percorrere un cammino di crescita letteraria, ha già nello sguardo e nelle parole il seme di quella che diverrà la sua voce o la sua poesia. Quel seme è qualcosa che scalpita per uscire e piantarsi nel foglio bianco.

“Non è in anni che i poeti misurano la vita, ma in istanti”, dice Mariana, e poi aggiunge: “donarsi ad ogni cosa come se non fosse un donarsi al dolore”. Questa consapevolezza la porta ad assumere la sua condizione di poeta ed a consacrarsi alla poesia, costi quel che costi.

I suoi versi sono abitati da un potente desiderio amoroso che è la ricerca di un completamento di sé nell’altro; altro-persona ma anche altro-parola. Parola che possa riempire il vuoto e catapultarla verso la luce. Il desiderio di infinito è rinchiuso nella sua solitudine che cerca una via di fuga nell’istante degli incontri furtivi. Così la bambina gioca a essere grande e, tra balocchi e capricci, stringe a sé la fonte della speranza, che lei identifica nella poesia. La affronta con rispetto e rigore, evitando orpelli e parole inutili. Della sua età conserva le tematiche e la freschezza dell’istinto. E ingegnosa e birichina dichiara: “faccio l’amore a vocali e consonanti, acceleratamente, e viene a dirotto la poesia”.

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MARIANA OSSA (Colombia) è una poetessa nata in Colombia. Ha partecipato a numerosi festival di poesia e fiere del libro nel suo paese e in festival all’estero, come il “José María Heredia y Heredia” a Toluca, in Messico. Le sue poesie appaiono in diverse antologie, giornali, riviste e blog sia locali che internazionali. Ha poesie tradotte in inglese, vietnamita e italiano. Sta lavorando sulla sua prima raccolta.

 

 

(Traduzioni di Zingonia Zingone)

Poesía

 

Cuando todo se ha ido

Apareces y me arrojas

A la luz del mundo

 

Sólo tú

Sabes

Disipar las ausencias

 

 

Poesia

 

Quando tutto se ne va

appari tu

e mi scaraventi dentro

la luce del mondo

 

Soltanto tu 

sai dissipare le assenze

 

*

 

Un sólo nombre

A Daniel Acevedo 

 

Existe un círculo en el centro de mi alma que tiene el mismo nombre y va por distintos cuerpos

En ese centro los magos hacen magia y me dejan lejos del suelo

Pienso que he caído pero en realidad estoy renaciendo en otra de sus pieles

Pueden aparecer otros nombres pero sólo ese atraviesa todas las grietas olvidadas y las convierte en castillos y jardines que cuelgan en el viento

Cuando abro los ojos al alba ese nombre sale oscurecido y sólo yo lo percibo porque es mío

Porque no se va aunque lleguen otros

Entre tantos y tantos sólo ese hace que tiemble la casa mientras afuera nada se mueve y todos miran lo mismo de lo mismo

Cuántas noches ha entrado en mi sueño?

Cuántas que no pude en otras despertar?

Daniel rueda y rueda en ese centro

Los demás se deshacen en sus bordes.

 

Soltanto un nome 

 

                                                 A Daniel Acevedo 

 

Esiste un cerchio nel centro della mia anima che con lo stesso nome va di corpo in corpo 

In quel centro i maghi fanno magie e mi lasciano lontano da terra

Penso di essere caduta ma in realtà sto rinascendo in un’altra delle sue pelli 

Capita che appaiano altri nomi ma soltanto quello attraversa tutte le crepe dimenticate e le trasforma in castelli e giardini appesi al vento 

Quando apro gli occhi all’alba quel nome è oscurato e solo io lo percepisco perché mi appartiene 

Perché non mi lascia neanche se ne arrivano altri 

Fra i tanti soltanto quello fa che la casa tremi mentre fuori tutto è immobile e tutti vedono immutabile l’immutato

Quante notti è entrato nel mio sonno?

Quante che non sono riuscita a svegliarmi in altre?

Daniel gira e gira in quel centro 

Gli altri si sciolgono nei suoi margini.

 

 

Es un vacío que no termina de vaciarse

Le entran diario flores casi marchitas

Arena sucia

Sangre que cae desde la luna llena

Cantos de todos los dioses desaparecidos

 

Es un vacío que no ha alcanzado el vacío

Va por las vías de un tren descarrilado

Por el corazón de una espada rota

Va retrocediendo el bosque

Parado en una hoja que agoniza

 

Es un vacío que no puede ser vacío

Se ve a sí mismo lejos

Y llora sus vacías posibilidades.

 

 

È un vuoto che mai smette di svuotarsi 

Ogni giorno ci entrano fiori quasi marci 

Sabbia sporca 

Sangue che cade dalla luna piena

Il canto di tutte le divinità sparite 

 

È un vuoto che non ha raggiunto il vuoto

Va lungo le vie di un treno deragliato

Lungo il cuore di una espada rotta 

Si va ritirando il bosco

In piedi su una foglia che agonizza

 

È un vuoto che non può essere vuoto

Vede sé stesso lontano 

E piange le sue vuote possibilità.

 

 

Emily Dickinson 

 

Algo tocan los ángeles,

incomprensible

por quienes desconocen la vida

que suena en el silencio de las cosas

 

los ángeles cantan tras las sombras

y encienden las paredes, las puertas

las ventanas como si los objetos fueran luz

 

pero esa luz no es para seres de este mundo,

alumbra en las almas

que jamás tocaron la cruz clavada

para todos en la tierra.

 

Emily Dickinson 

 

Gli angeli toccano qualcosa 

di incomprensibile 

a coloro che non conoscono la vita 

che risuona nel silenzio delle cose

 

gli angeli cantano dietro alle ombre 

ed accendono i muri, le porte

le finestre come se gli oggetti fossero luce

 

ma quella luce non è per gli esseri di questo mondo,

illumina dentro le anime 

che non hanno mai toccato la croce inchiodata

in terra per tutti. 

 

 

En círculos

 

Busco el amor y un pájaro se detiene

en la rama de un árbol que no alcanzo a divisar

 

lo busco

y aparece un niño con su juguete roto

pidiendo que alguien se lo repare

 

no hago más que buscar

pero sólo veo rostros que caminan hacia adelante

el mío gira en círculos

y me pierdo, en todos me pierdo

 

lo busco, lo busco

y encuentro mi corazón

en la rama que desconozco

en el juguete

que nadie arregló

 

In tondo

 

Cerco l’amore ed un uccello si ferma 

sul ramo di un albero che non riesco a vedere

 

lo cerco 

e appare un bambino con il suo giocattolo rotto 

che chiede che qualcuno glielo ripari

 

non faccio che cercare 

ma non vedo che visi che camminano in avanti 

il mio gira in tondo 

e mi perdo, in tutti mi perdo 

 

lo cerco, lo cerco

e trovo il mio cuore 

sul ramo che non conosco

nel giocattolo 

che nessuno ha aggiustato

 

 

Instantes 

A Thiago Ponce 

 

En un aguacero
el niño que se queda a saltar charcos
y ve su reflejo en ellos

En un temblor
quien da
vueltas con la tierra

En una cuerda
los que cierran los ojos
y se dejan caer

En un ritual
la bailarina que
incendia su cuerpo

En esos instantes
ocurre la revelación

 

Istanti 

                

A Thiago Ponce

 

In un acquazzone
il bambino che indugia a saltare nelle pozze
vede il suo riflesso in esse

In un tremore
quello di chi 

gira con la terra

Su una corda
quello di coloro che chiudono gli occhi 

e cadono

In un rito
la ballerina 

che incendia il suo corpo  

In quegli istanti
avviene la rivelazione

 

 

Sentir un hombre adentro es un libro sagrado que descifra el infinito
es la luz máxima del cuerpo que destruye a las demás.
Las páginas del cielo se leen con un hombre adentro
y adentro canta el poema
que nadie entenderá.

 

Sentire un uomo dentro è un libro sacro che decifra l’infinito
è la luce massima del corpo che distrugge le altre.
Le pagine del cielo si leggono con un uomo dentro
e dentro canta il poema
che nessuno capirà.

 

 

Durante toda mi vida nada de lo que he buscado encontré, siempre me han hallado las nubes cortadas por el viento, los besos furtivos y acelerados que se pasan el semáforo en rojo, las risas que se quedan enredadas en los alambres eléctricos, las palabras que no saben donde colocarse y se burlan del tiempo. No he encontrado el rostro que deseo mirar en el espejo y me hallo desnuda abriendo ventanas que se quiebran y sangro, sangro, sangro
Ah como sangro.

Durante tutta la mia vita non ho trovato niente di ciò che ho cercato, mi hanno sempre trovata le nuvole tagliate dal vento, i baci furtivi e accelerati che passano il semaforo in rosso, le risate che restano impigliate nei cavi dell’elettricità, le parole che non sanno dove sistemarsi e si prendono gioco del tempo. Non ho trovato il volto che vorrei vedere allo specchio e mi trovo nuda ad aprire finestre che si rompono e perdo sangue, sanguino e sanguino
Ah, come sanguino.