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mercoledì 21 novembre 2018 20:09
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Posted by on ott 25, 2018 in Articoli | 0 comments

“Donne in gioco”, la storia delle donne e la questione femminile- femminista a livello intergenerazionale

 

a cura di Giulietta Rovera

 

IMG-0038Alta, atletica, dal piglio energico e i modi decisi, Elena Luviso evoca nell’aspetto più un’amazzone che un’intellettuale. Della lottatrice ha infatti la combattività, la grinta e la tenacia. Non stupisce quindi che sia dotata della capacità rara di coinvolgere nei suoi progetti e nella loro realizzazione personaggi e personagge (neologismo da lei coniato) di altissimo livello. Quando però l’ascolti parlare, ecco emergere il fascino seduttivo della donna non solo decisa, ma anche colta e raffinata. La incontriamo per parlare della sua ultima creazione: “Donne in gioco”, progetto di ampio respiro, da realizzarsi in una serie di tappe.

Quando è stato compiuto il primo step dell’opera?  “Nel 2016, risponde Elena Luviso.‘Donne in gioco’, edito da Modiano,  – azienda leader a livello mondiale per quando riguarda le carte da gioco – nasce per celebrare il settantesimo anniversario del voto delle donne.” 

 

Raccolto in una scatola-kit contenente dadi, timer, alfabeto e due mazzi di carte, uno pittorico e l’altro biografico e le leggi che hanno contraddistinto 70 anni di lotte italiane femminili- femministe, racconta la vita pubblica e l’impegno professionale e politico di 46 figure femminili che dal 1946 a oggi hanno contribuito a trasformare il nostro Paese in una Repubblica democratica degna di questo nome. Non è casuale che la data del suo debutto ufficiale sia stato il 10 marzo alla Camera dei Deputati. Da sottolineare che Donne in Gioco è stato dichiarato Primo Gioco Europeo Pedagogico Sperimentale sulla Storia delle Donne in chiave giuridica – in una ottica interdisciplinare e intergenerazionale. Impresa non facile, sia per la sua scientificità, sia per la Modiano, la quale per la prima volta ha realizzato carte di formazione-educazione ritagliate a mano una ad una, autentici pezzi da collezione. Degno di nota la lettera scritta dal Cavaliere Modiano, letta negli eventi al Senato, che riconosce di aver aderito al progetto grazie alla tenacia di Elena Luviso.

PremioNel 2018 è la volta di ‘Donne in gioco 2.0 e Legalità’ (Gangemi Editore, pg. 144, € 28) per celebrare non più solo il 72° del diritto di voto, ma anche l’anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, che vide all’opera nel 1948 le 21 “Madri della Repubblica”: libro magico che diventa gioco di squadra, che puoi ritagliare, leggere e ascoltare. L’opera è di pregevole fattura per la qualità della stampa, dell’impostazione grafica ideata e realizzata da Elena Luviso; la bellezza dei singoli ritratti delle  donne “eccellenti” qui rappresentate, eseguiti dalle mani esperte di una squadra di pittrici tra le quali spicca Louis Antonio Palumbo sotto la supervisione della stessa Luviso. Ogni ritratto è accompagnato da una breve scheda esplicativa, veri e propri camei che illustrano magistralmente la vita, la personalità, le lotte e le conquiste di queste personagge fuor dal comune. Ogni scheda porta tre firme: dell’autrice, di una psicologa o psichiatra e di una supervisora a turnazione  per far sì che si delineino armonicamente  i denominatori comuni in tutti e due i mazzi di carta.

 

Come ha avuto l’idea dell’opera? “Io nasco negli anni Settanta. Ho seguito l’associazionismo femminile fin da quando ero poco più che adolescente, e non ho tardato a rendermi conto che la grande spinta data dal femminismo nella conquista dei diritti civili (divorzio, diritto di famiglia, aborto) si andava esaurendo. Ho avuto la fortuna di incontrare, fra le altre, persone come Livia Turco, Elena Marinucci, Mariapia Garavaglia, Letizia Battaglia, Fiorenza Taricone, che mi hanno aiutata nella mia crescita intellettuale ed evoluzione scientifica. Purtroppo è stato un percorso solitario a livello generazionale, perché avrei voluto condividere il cammino con delle coetanee … che però non c’erano o erano poche o non comprendevano. Confesso di averne sofferto, come della frammentazione dei vari gruppi femminili dovuta spesso a sterile competitività.  Nel mio percorso però la forza, la voglia di trasmissione, lo scambio di testimone sostanziale e non formale mi hanno messa in grado di avere un numero sempre crescente di coetanee al mio fianco e di ridurre quel gap generazionale che esisteva ed esiste. A mio parere, si dovrebbe lavorare in squadra, non necessariamente per condividere tutto ma per arricchirci l’una con l’altra, per scambiare idee, proposte. Idea condivisa dalle nostre 21 madri, le 21 donne cioè che hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente, ognuna con una identità  politica, completamente diverse, ma determinate nel raggiungere un traguardo comune: vedi ad esempio l’articolo 3 della Costituzione.  Grazie alle nostre madri, al movimento femminista, alla forza della classe politica femminile d’allora, da giurista ho una grande riconoscenza per ognuna di loro per quanto riguarda per esempio il nuovo diritto di famiglia varato nel ‘75. Il progetto ‘Donne in gioco’ nasce proprio da questa premessa.  E’ un punto di partenza, non di arrivo. Abbiamo  molte personagge  italiane al lavoro, anche per  far crescere la mappatura geografica.” 

 

Elena Luviso è infatti riuscita a creare una squadra in continua evoluzione che coinvolge più di 20.000 donne. Le colonne portanti sono Livia Turco, Elena Marinucci, Maria Elena Boschi, Silvia Costa, Valeria Fedeli, Mariapia Garavaglia Enrica Bonaccorti, Letizia Battaglia, Fiorenza Taricone, che ha condiviso con la “capitana mascotte” l’esigenza di trasmettere la storia delle donne e la questione femminile- femminista a livello intergenerazionale, mancante dappertutto: nei libri di storia, nelle scuole, nelle università.

 

E’ per raggiungere le nuove generazioni che ha avuto l’idea di offrire una modalità di apprendimento divertente?Impariamo giocando, risponde Elena Luviso. Ho pensato: perché non usare il gioco come strumento pedagogico sperimentale per avvicinare i giovani e le giovani alla lettura?  Un gioco non solitario, ma di squadra. Poiché le nuove generazioni sono proiettate verso il digitale, nella quarta di copertina abbiamo inserito due QRCode. E’ sufficiente avvicinare tablet o smartphone, e le carte, che in questa edizione si possono estrapolare, diventano anche ‘parlanti’: si ascoltano così le voci di alcune personagge, leggere le schede e gli articoli della Costituzione”. Tra coloro che si sono spese in particolar modo, l’interprete LIS Paola Gregori e la sua compagine, che hanno offerto la possibilità di avere nel pubblico, durante le presentazioni, anche i sordi.

Parlando, il bel volto di Elena Luviso dalla carnagione ambrata, i larghi occhi scuri, si anima, e ne emerge la natura appassionata. Giurista informatica e giornalista, è specializzata in cyber crimes: ovvero i reati commessi in rete, dal furto dei dati d’identità allo spionaggio industriale, dal traffico internazionale sessuale alla pedopornografia, dai crimini sui e dei socials alle fake news. Presidente dell’A.D.E.C.O.C. (Associazione Diritti e Culture Organizzare Comunicando), che organizza eventi nelle principali sedi istituzionali, ha collaborato a sceneggiature, documentari, all’allestimento di mostre e ha pubblicato fra l’altro “Pedofilia al femminile e Internet”, “Mobbing. Molestie sessuali, stalking” “Molestie, straining e stalking sul posto di lavoro”. Si è fatta inoltre promotrice della proposta di legge per l’istituzione, il 10 marzo, della Giornata Nazionale italiana per la valorizzazione del diritto delle donne al voto. Dopo “Donne in gioco 2.0 e Legalità”, è prevista l’uscita di “Donne in gioco 3.0”, in cui si affronta il tema della violenza. “Donne in gioco 4.0” ruoterà intorno a donne imprenditrici, e “Donne in gioco 5.0” parlerà dei Cyber Crimes ovvero di crimini informatici.

Ascoltando Elena Luviso, si tocca con mano non solo il potere di questa giovane donna di convincere e di coinvolgere, ma anche del fatto che la sua è stata un’idea vincente, riconosciuta come tale a livello internazionale dal mondo accademico.

Il suo progetto – che non ha scopo di lucro -  è stato l’evento dell’anno 2016 in occasione del 70’, patrocinato da tutti i Ministeri e dal Presidente della Repubblica. Fatto più unico che raro, Papa Francesco ha fatto pervenire una sua lettera augurale.

E’ stato adottato nelle scuole di ogni ordine e grado, Università italiane comprese. Non c’è dubbio che “Un’idea vincente è tale se condivisa”, come sostiene Elena Luviso. Sono tante infatti le donne che hanno fatto e fanno squadra spendendosi a titolo gratuito, investendo in prima persona, per mandare insieme avanti il progetto educativo formativo da donare alle nuove generazioni. E far sì che giocando si ripercorra insieme la Storia delle Donne e delle leggi italiane di questi ultimi 72 anni,  frutto di lotte e di passioni.