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mercoledì 25 Novembre 2020 0:35
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Posted by on Lug 3, 2020 in Articoli | 0 comments

“Politica e cittadinanza – Donne socialiste fra Ottocento e Novecento

di Fiorenza Taricone, pag. 200, Franco Angeli, € 25.

A cura di Giulietta Rovera

Come definire l’ultima opera di Fiorenza Taricone “Politica e cittadinanza – Donne socialiste fra Ottocento e Novecento”? Un saggio storico? Un trattato politico? Un’analisi sociologica? O non piuttosto un amalgama in cui si intrecciano e fondono storia, politica e sociologia?  A caratterizzare gli scritti di Taricone, questa in particolare, e a renderne la lettura coinvolgente è la prosa: secca, essenziale dalla quale affiorano inquietudini, emozioni, e non di rado una sacrosanta indignazione. Il diritto delle donne alla cittadinanza è stato frutto di una lunga battaglia, cui hanno contribuito l’associazionismo femminile e lo spazio dato a questo dal Partito socialista.

Oggi abbiamo dimenticato quanto sia stata lenta e dura la lotta per la conquista legislativa in tema di diritti civili e politici: tutela della maternità, miglioramento dei livelli di istruzione, accesso alle professioni, diritto di voto attivo e passivo… “L’abitudine alla vita associativa era abitudine alla vita democratica” scrive l’autrice. Non solo: per molte militare in un’associazione ha comportato una “rivoluzione mentale”, che ha mostrato come esistesse un mondo al di fuori della stretta cerchia familiare e che in quel mondo era possibile esercitare altro che non badare alla casa, allevare figli, cuocere il pane e – data una struttura sociale agricolo-contadina – lavorare come schiave a zappare, vangare, mungere, tagliare legna.

Il tutto rigorosamente senza ricevere un centesimo, perché svolto prevalentemente in famiglia e per la famiglia. In questa battaglia, assai di rado c’è stato il sostegno dei compagni di vita o di partito. Lo testimoniano in questa analisi alcune figure di donna, note e meno note, con la loro vita, con i loro scritti.  “Donne e cittadinanza” non si limita alla storia del percorso del partito socialista in Italia dall’unità all’avvento del fascismo in relazione alle lotte “femminili-femministe”, ma dà spazio alle biografie delle protagoniste della lenta ascesa verso la conquista di un riconoscimento della propria dignità, autonomia, diritto alla libertà e all’indipendenza economica. Maria Gioia, Clelia Montagnana, Anna Kuliscioff, Anna Franchi, Sibilla Aleramo, Linda Malnati sono solo alcune delle figure di primo piano delle quali Taricone traccia il ritratto e riporta stralci tratti dalle loro opere.

Le difficoltà da superare riguardano non solo la necessità di abbattere ostilità maschili e leggi che vincolano la donna a un ruolo subordinato. Fondamentale è rompere l’isolamento in cui è costretta la donna, farla uscire dalla stretta cerchia familiare, imparare a socializzare, a partecipare alla vita pubblica, a riconoscere il valore della solidarietà, a comprendere la sterilità delle rivendicazioni solitarie. Il ruolo svolto dall’associazionismo, che nel corso dei decenni si è articolato in numerose associazioni – Unione Femminile Nazionale Socialista, Gruppo Femminile Socialista, l’associazionismo suffragista fra le altre – è fondamentale. Poco alla volta, fra infiniti ostacoli, sconfiggendo tabù e pregiudizi, nasce la donna nuova e si afferma una nuova morale sessuale. Impiegate, operaie, maestre scoprono il lavoro retribuito, poco e male, ma non più prestato senza compenso.

Grazie anche alla diminuzione dell’analfabetismo, si allargano gli orizzonti e si fa strada la politica militante che lotta in prima persona per conquistare il “diritto alla cittadinanza”. E le madri capiscono, soprattutto dopo la prima guerra mondiale grazie al largo impiego di manodopera femminile, che il mondo sta cambiando e non è più possibile allevare le figlie all’unico scopo di farne ragazze da marito.

Lo sguardo di Fiorenza Taricone non si limita al panorama italiano ma si allarga a quanto accadeva in Francia, Inghilterra, Stati Uniti contribuendo così a meglio inquadrare quanto avveniva nel nostro Paese. Chiude il testo un capitolo di grande interesse, dedicato ai rapporti che  intercorsero fra Angelica Balabanoff, Margherita Grassini Scarfatti e Leda Rafanelli con Benito Mussolini. Per le suggestioni che suscita, la felicità della scrittura, l’originalità dell’impostazione, la ricchezza di documentazione, “Politica e cittadinanza” è un saggio raro e da non perdere. 

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